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Tecniche di geo-engeneering per il risanamento degli ambienti lentici

pubblicato in: Eventi a Venezia 0

sfideaperteL’uso di tecniche di geo-ingegnerizzazione si pone l’obiettivo di accelerare il recupero dell’ambiente lacustre. Tale risultato viene in genere ottenuto attraverso l’abbattimento del carico interno di fosforo a seguito di riduzione delle sorgenti esterne di questo inquinante. In diversi Paesi queste tecniche stanno diventando strumenti sempre più utilizzati nella gestione dei laghi. Ciò ha alimentato un acceso dibattito che ha coinvolto sia il mondo gestionale sia quello accademico. L’aspetto di maggiore interesse è la riduzione dei tempi di risanamento, che faciliterebbe l’ottemperamento delle scadenze previste dalle direttive ambientali (es. direttiva europea 2000/60/EC) per il raggiungimento di un buono stato ecologico. A preoccupare è, invece, l’introduzione nell’ambiente lacustre di materiali esterni che potrebbero determinare impatti negativi sulle comunità biologiche e potenzialmente anche sull’uomo.
L’Italia è stato un paese pioniere delle tecniche di geo-ingegnerizzazione dei laghi. In particolare alla fine degli anni 80’ è stato realizzato il “liming del Lago d’Orta” in cui, attraverso l’aggiunta di decine di migliaia di tonnellate di carbonato di calcio, è stata neutralizzata la più grande massa d’acqua naturale acidificata al mondo. Le nuove tecniche di geo-ingegnerizzazione dei laghi riscuotono invece in Italia un interesse piuttosto scarso se non addirittura assente.
L’obiettivo del workshop “Tecniche di geo-engeneering per il risanamento degli ambienti lentici” è favorire la discussione su queste tecniche emergenti unendo intorno a un tavolo esperti, ricercatori, tecnici e gestori al fine di favorire un primo confronto sulla loro applicabilità nel nostro Paese considerando le esperienze internazionali disponibili.

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